Chi siamo

Antonio Ballarò, nato in riva allo Stretto di Messina nel 1993, ha conseguito la Licenza in Teologia e prosegue gli studi per il dottorato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Dal 2020 è insegnante di religione cattolica nella scuola secondaria. Collabora con le riviste “Il Regno” e “Jesus” ed è membro del Comitato di redazione della rivista “Dissonanze” dell’editore Donzelli. È stato membro del Comitato di redazione della rivista “Il Mulino” dal 2021 al 2023. Ha pubblicato La forma del Credo. La redazione del simbolo cristiano, EDB 2025.

Francesco Braschi, nato nel 1967 a Monza (MB), ha conseguito il Baccalaureato in Teologia (1991) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992 dal card. Carlo Maria Martini. Destinato agli studi, consegue nel 1996 la Licenza e nel 2007 il Dottorato in Teologia e Scienze Patristiche (summa cum laude) presso l’Istituto Augustinianum con una tesi sull’Explanatio XII Psalmorum di Ambrogio pubblicata nella collana Studia Ephemerides Augustinianum. Dal 1998 al 2011 ha insegnato a Milano Antichità Cristiane, Patrologia e Teologia delle Chiese Orientali presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e l’Istituto di Scienze Religiose. Nel 2007 è nominato Dottore Incaricato della Biblioteca Ambrosiana di Milano, divenendo nel 2012 Ordinario e nel 2023 Vice Prefetto della medesima. È Direttore delle Classi di Slavistica, di Studi Africani (fino al settembre 2026 anche della Classe di Studi del Vicino Oriente) dell’Accademia Ambrosiana. Dal 2014 è Professore a Contratto di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi principali interessi sono la Patrologia (in particolare S. Ambrogio e la diffusione del suo pensiero nell’ambito Orientale e Slavo e la teologia politica dei Padri), la Slavistica (soprattutto gli aspetti storico e liturgico) e la Teologia delle Chiese Orientali. È Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali e nel 2025 ha ricevuto il Premio Principe Konstantin Ostrogski “per l’operato in favore della santa ‘Ortodossia’” da parte dell’omonima Fondazione a Bialystok, in Polonia. Ha al suo attivo oltre 40 tra monografie, saggi e articoli, che si raggruppano attorno ai nuclei tematici della Patrologia, della Slavistica e dei rapporti tra le Chiese. Ha partecipato a convegni e pubblicazioni in Italia, Gran Bretagna, Russia, Ucraina, Bulgaria, Romania, Serbia, Repubblica Ceca, Arabia Saudita, Stati Uniti, Svizzera.

Guido Dotti, nato da genitori lacustri a Milano nel 1953, mi sono portato dentro questa città quando, diciannovenne, ho raggiunto la Comunità Monastica di Bose. Lì sono diventato monaco e lì vivo tuttora, lavorando come traduttore ed editor per le Edizioni Qiqajon da quando sono nate: ho così modo di dare voce alle parole di altre persone. Tuttora obiettore di coscienza a ogni servizio militare, cinquant’anni fa ho anche svolto il servizio civile sostitutivo presso il Comune di Chiaverano (TO), occupandomi di persone anziane e di una delle prime micro-comunità di dimessi da ospedale psichiatrico. Facilitatore del forum sulla spiritualità alla III Assemblea Ecumenica Europea (Sibiu 2007), ho poi partecipato alla XIV Conferenza di Lambeth dei vescovi della Comunione anglicana (Canterbury 2008). Delegato diocesano (Biella) e Incaricato regionale (Piemonte) per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, dal 2015 al 2022 ho girato il mondo (solo per una decina di giorni ogni anno…) con il Pellegrinaggio di Giustizia e Pace del Consiglio Ecumenico delle Chiese, fino alla XI Assemblea generale di questo organismo ecumenico (Karlsruhe 2022). Più cerco di capire le diverse Chiese cristiane, meno riesco a capire cosa impedisca che queste vivano una piena comunione visibile.

Barbara Ghiringhelli, milanese classe 1970, vivo oggi tra Roma e le colline umbre di San Venanzo, mantenendo sempre un solido legame con Milano per affetti e insegnamento accademico; sono sposata con Andrea. Ho viaggiato a lungo e desidero continuare a farlo, prima in famiglia, poi come volontaria nelle missioni, infine per studio, ricerca e progetti di cooperazione internazionale: America latina, Asia, Europa dell’Est, ma ben presto ho deciso di concentrami sul Nord Africa, l’Africa Sub-Sahariana e il Medio Oriente. In questo percorso si è sviluppato e consolidato un profondo interesse per il mondo arabo-islamico. Ho alle spalle studi in Scienze Politiche, un dottorato in Sociologia e metodologia della ricerca sociale, oltre a periodi di studio e training a Lovanio e Yale. Più viaggiavo, più capivo che lo sguardo e la «cassetta degli attrezzi» con cui volevo conoscere il mondo erano quelli dell’antropologia, la «scienza che fa della diversità il suo mestiere», disciplina che da anni insegno in università. Sono convinta che il dialogo sia il vero passaporto per superare ogni confine: ecco perché il mio interesse e il mio impegno sono da sempre orientati in Italia e all’estero all’incontro interculturale e interreligioso. La prima domanda che faccio a chi torna da un viaggio non è
«cosa hai visto?», ma «chi hai incontrato?».